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Arriviamo al Esbjerg Gymnasium alle 7:50 e veniamo accolti alla reception dal vicepreside Dan Stasera, il quale, dopo breve presentazione, ci accompagna per un tour della scuola. Veniamo immediatamente colpite dagli ampi e luminosi spazi a disposizione sia degli studenti sia del personale scolastico.
Successivamente ogni docente del gruppo, a seconda della materia insegnata, è indirizzato verso la classe e presentato al docente di riferimento, mentre la DSGA e l’assistente amministrativa si recano negli uffici di segreteria per osservare il lavoro delle colleghe danesi.
Le aule sono adeguate ad accogliere un elevato numero di studenti, in media 25 per classe. I banchi sono disposti per file parallele e il docente è posizionato lateralmente accanto alle vetrate. Ogni aula è dotata di grandi lavagne a parete e video proiettore.

 

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2 GIORNO: 03/05/2022

FOCUS SUGLI AMBIENTI

La mattina si apre sempre alle 8.15 con accoglienza da parte del DS e del suo staff agli studenti e al personale.

La musica contemporanea di vari generi fa da protagonista e scandisce l´ingresso in classe e i vari momenti della giornata (ingresso, pausa ricreativa, pausa mensa ecc)

Le lezioni di affiancamento iniziano per noi dopo la pausa pranzo intorno alle 12:00 per cui abbiamo tempo di approfondire la conoscenza degli ambienti didattici e fotografarli.

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Gli spazi, tutti aperti, sono funzionali sia al cooperative learning sia alle pause-studio; gli studenti e i docenti hanno a disposizione tavoli rotondi e ampi con comode  sedie  disseminati su ogni piano dello stabile; altri spazi più appartati, perché separati fra loro da pannelli, composti da panche divano disposte una di fronte all’altra con un tavolo rettangolare al centro, sono funzionali ad attività’ di recupero, di verifica individualizzata, in rapporto 1/1 o 1/2  o allo studio. Sia il personale scolastico che tutti gli studenti hanno a disposizione degli armadietti dove riporre i propri effetti personali.

Le mense, in aree diverse per docenti e alunni, sono grandi e luminose. Il cibo e’ cucinato a scuola, le stoviglie sono i vetro, in ceramica e acciaio e lavate in lavastoviglie. Le fontanelle d’acqua potabile sono distribuite in tutti gli ambienti e gratuite.

I bagni dei docenti sono numerosi, puliti ed erogano acqua calda; quelli degli studenti sono molto numerosi e personalizzati da loro con pitture murarie molto originali.

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Il corpo centrale dell’istituto, luminosissimo, e’ un enorme open space, arredato con comodi divani, utilizzati dagli studenti per il loro relax tra una lezione e l’altra, intorno al quale prendono posto aule, uffici dei docenti e vari laboratori.

Un’ala dell’edificio e’ interamente dedicata alle attività’ artistiche complementari al curricolo: arte drammatica, danza, musica, filmografia. In questa zona troviamo un auditorium spazioso e modulare, una sala prove insonorizzata e dotata di sistemi Hi-Fi, una grande sala dedicata alla danza e un piccolo anfiteatro polifunzionale.

Sul lato opposto trovano collocazione i locali destinati allo sport indoor: tre palestre, di cui una piu’ grande in parquet sul quale sono tracciati tre  campi utilizzabili per attivita’ quali basket e pallavolo.

All’esterno della struttura, invece, e’ stata costruita un’ampia area attrezzata, dotata di un’altra grande palestra e di campi da calcio, piste di atletica, pareti per arrampicata, per svolgere gli sport all’aperto.

La percezione che si ha e’ quella di una scuola vissuta appieno e in autonomia, sia dagli studenti, il cuore pulsante di ogni attività sia degli insegnanti che guidano e accompagnano i loro alunni. A riprova di ciò il fatto che l’istituto sia aperto ben al di la’ dell’orario scolastico e sia teatro di tante attività extrascolastiche organizzate e gestite direttamente dai ragazzi e non necessariamente attinenti allo studio. Concerti, ma anche spettacoli teatrali o semplicemente feste del venerdì’ sera si svolgono a scuola, per gli alunni una seconda casa.

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Oltre agli spazi dedicati all’attività’ didattica, un’ampia parte dello stabile ospita gli uffici, anch’essi luminosissimi. La sezione occupata dalle assistenti amministrative ha tre postazioni e un mobile Front Office lungo quanto la stanza e atto a ricevere il pubblico. Il Dirigente Scolastico, il vice Preside hanno, invece, uffici più piccoli; in tutti si percepisce ordine e pulizia. L’arredamento e’ moderno e funzionale e le postazioni sono dotate di PC Mac; in particolare quella del DSGA ha a disposizione due monitor collegati fra loro che le permettono di aprire e visualizzare sincronicamente piu’ finestre.

 

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GIORNO 3: FOCUS SULLA SCUOLA E SUL SISTEMA SCOLASTICO DANESE

Il terzo giorno il vice preside Dan Støjer, ci ha mostrato la parte nuova dell’edificio recentemente aggiunta al corpo centrale. Ci ha spiegato che oggi l’intera struttura e’ di proprieta’ della scuola e che cio’ comporta una serie di ulteriori responsabilita’ ma anche maggiore liberta’ di gestione. Il sistema scolastico danese e’ strutturato diversamente rispetto quello italiano: la scuola superiore dura tre anni poiche’ i primi due di fatto appartengono ai nove anni di istruzione continua obbligatoria successivi alla prescuola.

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La scuola superiore prevede tre differenti percorsi di istruzione:

  1. Il Gymnasium che ha una durata di tre anni e da accesso a qualsiasi facolta’ universitaria o corso di istruzione superiore;
  2. I corsi HF (højere forberedelseseksamen) che danno accesso all’ University College o all’ Academy per professioni quali agente di polizia, infermiere o insegnante del primo ciclo. Con un anno integrativo di studio e’ possible accedere invece a tutte le facolta’ universitarie.
  3. L’international Baccalaureate (IB) offre un programma di studio di due anni al termine del quale viene rilasciato un diploma internazionale. L’IB da’ accesso a qualsiasi facolta´.

Il curriculo del ginnasio prevede delle materie obbligatorie quali danese, storia e inglese, mentre altre sono a scelta dello studente che comunque e’ obbligato ad inserire nel proprio percorso almeno una disciplina dell’area artistica (recitazione, arte drammatica, musica, danza, filmografia.

Gli studenti della scuola superiore, all’inizio del percorso, frequentano per tre mesi un percorso comune di conoscenza delle diverse materie che li aiutera’ nella successiva scelta delle discipline da approfondire e da includere nel curriculum di studio personale.

I docenti devono svolgere 36 ore settimanali di cui 12 sono moduli da 90 minuti da effettuare in classe, il restante monte ore, dedicato alle attivita’ propedeutiche all’insegnamento,  puo’ essere svolto a scuola negli uffici individuali o a casa.

La scuola utilizza un programma comune per la gestione dell’orario  e la comunicazione con gli alunni e con i docenti  sia per il contenuto delle lezioni sia per le eventuali sospesioni e/o cambi d’orario; I docenti assenti non vengono mai  sostituiti ma sono  comunque tenuti a  recuperare la lezione in un altro giorno.

Dal punto di vista amministrativo l’organizzazione degli uffici e’ similare a quella italiana, c’e´un DSGA che gestisce la contabilita’,  il personale dipendente della scuola e coordina gli uffici amministrativi.

Le assistenti amministrative, che condividono lo stesso ufficio, si occupano delle pratiche relative ai docenti e agli alunni.

Il DSGA si occupa principalmente della gestione dei fondi a disposizione della scuola, i quali, erogati ogni due anni, provengono esclusivamente dallo Stato e sono direttamente proporzionali al numero degli alunni.

I finanziamenti vengono utilizzati anche per il pagamento degli stipendi di tutto il personale docente e non docente. La retribuzione del personale scolastico, al netto delle ritenute,  e’ superiore del 50% rispetto a quella  percepita in Italia, a testimonianza del fatto che lo Stato Danese investe oltre il 6,7 % del Pil  nell’istruzione pubblica.

GIORNO 4 Focus sulla didattica e sulla gestione alunni (trattamento dati e privacy)

Sin dal primo giorno ognuna delle docenti è stata assegnata ad un collega danese della materia più`affine.  Laura Cicilloni e Francesca Pili hanno lavorato con Gitte Leonessi, insegnante di italiano e latino; Loretta Proietto ha affiancato Martin Hansen e Mia-Maia Ghentved per le lezioni di matematica e scienze; Silvia Littera ha seguito Kim Sønderskov Kristensen, Vibeke Platz Samson e Kasper Kjærsgaard per l’educazione fisica; Stefania Galizia, infine, ha osservato la didattica di Bodil Frandsen e Mette Ehrhorn per l’inglese.

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Il Setting dell’aula per le lezioni ordinarie di tutte le discipline seguite è sempre lo stesso: banchi in due o tre file parallele al lato lungo dell’aula, di fronte ad una parete completamente occupata da lavagne; la postazione del docente e´sempre sul lato sinistro accanto alla finestra con stazione pc. Per tutte le materie si possono individuare delle procedure standard, caratterizzate dal metodo byod (porta il tuo Device);

  • presentazione argomenti da trattare durante la lezione da parte della docente attraverso la proiezione degli stessi sul proiettore;
  • breve lezione frontale per introdurre l’argomento (10 min circa);
  • feedback immediato attraverso lezione partecipata;
  • lavoro sull’argomento (lettura di un brano, esercizio specifico o altro) in gruppo o singolarmente;
  • nuovo feedback di gruppo con utilizzo di applicazioni varie (kahoot, geogebra, etc) e gamefication;
  • approfondimento individuale;
  • nuovo feedback individuale (kahoot, geogebra, etc);
  • consolidamento fuori dall’aula in maniera autonoma o con affiancamento del docente (gli studenti DSA vengono supportati in questa fase, su richiesta da alcuni docenti preposti del cdc);

           

Per ciò che concerne l’educazione fisica, la parte teorica segue il modello sopra descritto, mentre le ore di pratica sono caratterizzate da una routine abituale consona al carattere pratico della materia:

  •  gli alunni si dirigono autonomamente verso l’impianto sportivo scelto e si cambiano in spogliatoi strutturati;
  •  iniziano le lezioni pratiche accompagnati dalla musica dopo breve spiegazione dell’insegnante sugli esercizi da svolgere;
  •  restituiscono feedback immediati in itinere finalizzati alla correzione del gesto tecnico;
  •  i minuti finali della lezione sono dedicati ad un cambio di abiti e a una breve toilette prima delle successive lezioni;

La nostra docente riscontra che il modulo usato di 90 min è particolarmente congeniale ad uno svolgimento efficace dell’attività fisica e permette i necessari tempi di recupero.

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Durante i Jobs shadowing le docenti hanno avuto l’opportunità di assistere ad alcuni momenti di orientamento in entrata e in uscita.  Nelle scuole danesi l’orientamento si svolge in diversi momenti dell’anno e si rivolge agli studenti del penultimo e ultimo anno del primo ciclo, in modo tale che l’offerta formativa abbia il tempo di consolidarsi e si crei una fideizzazione degli alunni. L’orientamento in ingresso e´ organizzato attraverso laboratori durante i quali, dopo una breve presentazione della materia e del suo programma annuale, i futuri alunni si trovano in medias res partecipando attivamente alla lezione (uso continuo di feedback anche sotto forma di gioco).

Durante l’orientamento in uscita, invece, i docenti accompagnano gli studenti presso le Universita’ del territorio. Anche in questo caso i ragazzi sono stati protagonisti di laboratori gestiti da studenti universatari, al termine dei quali il docente universitario ha brevemente commentato i risultati dei test.

L’assistente amministrativa, Stefania Fadda e la DSGA, Virna Ena, sono state affiancate da Anne Scharstein, Kontorleder del Gymnasium di Esbjerg. Dall’osservazione e´emerso che il trattamento dati personali relativi agli alunni e al personale sono soggetti a vincoli legati alla privacy: non e´possibile pubblicare o divulgare immagini o dati sensibili senza un esplicito consenso dei genitori.

Si è evinto anche che la scuola acquista i libri di testo per tutti gli studenti che li ricevono in comodato d’uso gratuito.

Per ciò che concerne gli esami finali del ciclo non sono direttamente gestiti dal ministero, ma la loro somministrazione è per singola materia (non esiste una prova finale articolata come il nostro esame di maturità) ed è delegata alle singole scuole che poi certificano il titolo.

TEMPO DI BILANCI

Siamo giunti con un po’ di magone all’ultima tappa del job shadowing danese. Anche venerdì, come tutti gli altri giorni, ogni elemento del team completa l’osservazione in classe o in amministrazione. È l’occasione per salutare gli studenti e il personale, disponibilissimo e pronto a rispondere ad ogni nostra esigenza.

In Sardegna si porta il ricordo di un’accoglienza squisita e di un “sistema scuola” diverso da quello italiano. Non necessariamente migliore, ma diverso.

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Il Welfare del paese è molto solido e vanta un’istruzione pubblica all’avanguardia per ciò che concerne l’edilizia, gli arredi, i servizi gratuiti per personale e studenti. I veri punti di forza dell’Esbierg Gymnasium, infatti, sono una struttura architettonica modernissima e fornita di tutti i comfort, gli spazi ampi e luminosi, che ci hanno meravigliato sin dal primo giorno, gli ambienti di apprendimento strutturati e destrutturati, il servizio mensa per alunni e docenti, i laboratori e le aree dedicate alle arti e allo sport, la completa gratuità dei libri di testo, gli uffici con postazione pc in dotazione per i docenti.

Dal punto di vista didattico, ciò che salta all’occhio, più delle metodologie innovative  o delle nuove tecnologie, che pure sono utilizzate in modo sistematico (learning by doing, cooperative learning, debate, brainstorming, quick test immediato in varie fasi della lezione, etc) è il rapporto docente-studente, che è vissuto in modo diretto e poco formale: l’insegnante è percepito nel suo ruolo di guida all’autonomia di metodo e alla competenza e non solo come erogatore di contenuti o valutatore di prestazioni.

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Dal punto di vista dell’organizzazione amministrativa il sistema sembra non differire molto da quello italiano; sono previste le stesse le figure professionali che però vengono reclutate direttamente dalla scuola a seguito di valutazione del curriculum e di un colloquio e non esistono graduatorie provinciali o di istituto da cui attingere come accade in Italia. Si deve ribadire che l’autonomia scolastica è intesa in maniera completa, i fondi a disposizione, erogati dallo Stato su base biennale, vengono utilizzati per soddisfare tutti i bisogni della scuola (stipendi, mensa, libri di testo, manutenzione dei locali, arredi, device per i docenti e attrezzature didattiche). La gestione del bilancio avviene attraverso un programma molto lineare e gli impegni di spesa e i pagamenti, come nel nostro sistema scolastico sono a firma congiunta del DSGA e del Dirigente Scolastico.

Oltre ai tanti punti di forza, qualche aspetto lascia spazio almeno alla perplessità:

  • i nuclei fondanti del curricolo riguardano poche discipline (danese, storia, inglese e matematica), mentre il resto è opzionale;
  • l’inclusione scolastica che, nella scuola danese, è gestita in modo completamente differente rispetto al modello italiano (sostanzialmente attraverso l’uso delle classi differenziali).

Nel complesso l’esperienza ha permesso di capire un pianeta scuola, nel bene e nel male differente da quello italiano, di osservare strategie che, se diventano pratica quotidiana, sono vincenti (altissimo successo scolastico post diploma), ma anche di comprendere meglio quale importanza abbia l’istruzione nel percorso di costruzione di una società più giusta.

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